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Sotto i nostri piedi...

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Immagine ottenuta con il programma Ambiente Italia 3D del Ministero dell Ambiente

 

 

   Immaginando di planare a volo d'uccello sopra l'area dei sentieri, scorgeremmo altipiani a diverse quote contornati da rilievi montuosi: il Prato, che separa Roccaraso da Rivisondoli, il Piano delle Cinque Miglia, il Piano dell'Aremogna e la piana dei Quarti di Pescocostanzo in direzione dell'Adriatico. Queste splendide e peculiari pianure in quota trovano origine da una piattaforma carbonatica (deposito marino di gusci di organismi viventi) trasformatasi lentamente nel susseguirsi delle ere geologiche. Tra il Giurassico e il Cretacico (circa 150 milioni di anni fa), questo territorio di montagna giaceva sul fondo di un azzurro mare tropicale da cui emergeva, come un atollo, solo la cima della Majella. Sul sentiero Campitelli (n.105), nella zona del cimitero vicino il fontanile ai piedi della pineta, è visibile una placca verticale in cui è possibile riconoscere depositi di organismi marini.

   La storia geologica di queste pianure è complessa: oltre ai movimenti tettonici, sollevamenti ed abbassamenti della crosta terrestre, al loro modellamento hanno concorso le fasi glaciali del Quaternario (iniziato circa 1,8 milioni di anni fa) e i processi carsici. Di questi ultimi oggi sono apprezzabili le caratteristiche formazioni: gli inghiottitoi, che raccolgono le acque derivate dallo scioglimento delle nevi primaverili, ed i fiumi sotterranei, che le convogliano a diversi chilometri di distanza. In zona sono presenti due inghiottitoi: il più conosciuto nel Quarto di S. Chiara, Impiso, sul Piano delle Cinque Miglia.

 

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Aremogna, Valle delle Gravare. Evidente circo glaciale sullo sfondo, formazioni moreniche e cono di deiezione (area grigia in basso a destra)

   Lungo tutto il tratto del sentiero n.105 compreso tra la località Campitelli (sito n.7) e la Selletta (sito n.8), guardando ad ovest fino ai rilievi delle Toppe del Tesoro è possibile riconoscere circhi glaciali, vallate ad anfiteatro scavate dai ghiacciai durante l'ultima glaciazione, oltre 10.000 anni fa. Altri indizi della genesi di questo paesaggio possono essere individuati sul piano dell'Aremogna: una serie di collinette di forma arcuata indicano la presenza di morene, accumuli di detriti rocciosi trasportati dal ghiacciaio nel suo scorrimento verso valle ed abbandonati dal fronte del ghiaccio nella fase di arretramento. Nella parte più avanzata delle morene troviamo i coni di deiezione, accumuli di materiali depositati dai torrenti originati dallo scioglimento del ghiacciaio. Inoltre un occhio esperto individua sulla piana linee di scorrimento di faglia dovute ai movimenti tettonici che hanno modellato il terreno, creando dei lunghi gradoni.

 

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Lago di Pantaniello

 

   Altre tracce significative di questi processi orogenetici possono essere osservate sul Monte Pratello e nella valle di Chiarano, che con il Monte Greco e lo splendido lago di Pantaniello di origine morenica offrono paesaggi appenninici di notevole bellezza e di unico valore naturalistico. Infatti quest'ultima zona include un Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.), dove sono stati rilevati indizi di presenza umana risalenti al Paleolitico.

Azioni sul documento

Un commento di prova a questa pagina...

Inviato da Lino Riccobono il 29/07/2008 14:52
...che mi sembra piena di informazioni....

...e questa è una risposta...

Inviato da Lino Riccobono il 29/07/2008 14:52
...che continua l'argomento del commento precedente....